La stagione estiva 2017 che è andata in archivio, con il caldo che l’ha caratterizzata, non è stata generosa per i cercatori di funghi; il grande secco e le poche giornate di pioggia hanno fatto sì che i funghi rimanessero ben nascosti sotto al terreno.
Settembre si è mostrato più prodigo e la stagione è ripartita, seppur in tono minore rispetto allo scorso anno; sulle cime alpine e appenniniche i fungaioli sono tornati a frequentare i sentieri in mezzo ai boschi e sui prati nelle alture.
Cestini e gerle piene, ben oltre i limiti imposti dal regolamento, per lo più di porcini e finferli, mazze di tamburo e chiodini, più facili da riconoscere rispetto ad altre specie meno riconoscibili, tanto che ne stanno godendo anche i meno esperti.
Il fungo è il frutto di una pianta che vegeta a poca profondità nel terreno o che cresce nel substrato di legno di taluni tronchi; una delle loro caratteristiche più importanti è quella di portare a decomposizione il materiale organico presente nel terreno che li circonda, dal quale traggono le sostanze nutritive che usano per svilupparsi.
Essendo privi di clorofilla, non sono soggetti al processo di fotosintesi tramite il quale le piante riescono a sintetizzare la sostanza organica di cui sono composte; si possono riprodurre sia in maniera sessuata che asessuata, attraverso la produzione di spore, dette “endospore”.
Funghi: l’ambiente ne beneficia
Scientificamente, sono stati suddivisi in tre classi: saprofiti, parassiti e simbionti o mutualistici; quelli della prima famiglia comprendono quelli in grado di trasformare composti inorganici vegetali o animali in sostanze più semplici; i secondi sono quelli che si nutrono di organismi viventi, portandoli a volte gradatamente a morte, gli ultimi sono quelli dove sia il fungo che la pianta che lo ospita hanno un reciproco vantaggio.
Le forme che assumono sono diversissime e sono stati classificati per famiglie, in base alla loro forma e caratteristiche organolettiche; una delle principali e più importanti classificazioni delle oltre 100.000 specie di funghi conosciuti è data dalla loro commestibilità e tossicità.
Moltissime sono le specie che vengono raccolti dal loro ambiente naturale per il consumo personale o per la vendita commerciale; tra questi i più noti sono i prataioli, le spugnole, i finferli, le trombette, i galletti, i chiodini, gli ovuli, le mazze da tamburo e i funghi porcini, solo per citarne alcuni; i funghi champignon, ad esempio, vengono anche coltivati, come succede per alcune varietà di funghi asiatici, coltivati per uso commerciale e gastronomico; i funghi velenosi per l’uomo sono molti meno di quelli commestibili, circa il 2%; a seconda del grado di tossicità, queste varietà possono provocare problemi di digestione, allergie, allucinazioni e talvolta gravi danni di organi vitali, soprattutto al fegato, che può anche portare alla morte; le più note sono l’Amanita Muscaria, l’Amanita Phalloide, la Lepiota Cristata.
Funghi: grandi piatti in cucina, ma attenzione
Vi sono alcune specie talmente simili tra loro da indurre anche fungaioli esperti a cadere in errore, con conseguenze in molti casi letali; alcune varietà inoltre, sono ottime se vengono cucinate, ma possono esser molto tossiche se mangiate crude. È cosa risaputa, comunque, che questo frutto del sottobosco debba essere consumato con una certa parsimonia in quanto piuttosto “pesante” da digerire, in forza dei carboidrati, tra cui la chitina, che contengono. Le stagioni dei funghi sono prevalentemente l’autunno e la primavera; in questi periodi dell’anno i boschi si infittiscono di appassionati che vi si avventurano, spesso incorrendo in episodi anche gravi.
La loro raccolta è ovunque regolamentata e in questi periodi multe e sequestri sono all’ordine del giorno, anche se una certa sensibilità comincia a far breccia, perché i funghi sono una parte importante dell’ecosistema e per gli equilibri naturali dei boschi.
Funghi: sagre ovunque
In ogni angolo della nostra Italia sono numerose le sagre dedicate ai funghi, in quanto si tratta di un prodotto che dà una caratterizzazione ad ogni territorio ed anche alla cucina di ogni territorio; ovunque sarà possibile degustare numerose specialità a base di funghi, soprattutto porcini, accompagnate da prodotti tipici e bagnate dal buon vino locale e in molti casi visitare mostre, acquistare e degustare prodotti a chilometro 0, osservare luoghi storici e artistici e ascoltare buona musica in un clima di cordialità e allegria.