Non sarà una rivoluzione ma una rottura, un cambiamento repentino che porta a un nuovo e differente modo, rispetto al passato, di fare, pensare o interpretare ciò che ci circonda. Stiamo parlando di Intelligenza Artificiale (AI) e, in particolare, applicata alla viticoltura e all’enologia. Ci attendono processi tecnologici innovativi; nasceranno nuove possibilità sia in vigneto che in cantina, ma si presentano, anche, alcune criticità: innalzamento dei costi, affidabilità e trasparenza nei modelli, gestione dell’incertezza nei dati, riduzione o perdita del ruolo della creatività e dell’intuizione umana nel processo, fabbisogno di nuove figure professionali, rischi derivanti dalla criticità del quadro normativo, in parte, ancora da esplorare.

Interventi al Convegno. Credits Andrea Di Bella
Siamo entrati nel mondo della cosiddetta “Agricoltura digitale”, che utilizza l’AI, sensori, droni, Big Data, IoT (“oggetti intelligenti” dotati di sensori, software e connettività di rete). Significa raccogliere dati, costruire modelli, prendere decisioni al fine di ottimizzare le attività in vigneto, in cantina, sui mercati.
L’AI è un ramo della scienza informatica che si occupa di sviluppare sistemi capaci di imitare il pensiero, il ragionamento e il comportamento umano. Una delle sue componenti principali è il machine learning, una disciplina che si basa su algoritmi in grado di apprendere, adattarsi e migliorare le proprie prestazioni con l’esperienza.
Requisiti: fornitori di alta tecnologia, consulenti e servizi hardware e software, infrastrutture e connettività ad elevata velocità, conoscenze legislative, capacità e competenze adeguate dell’uomo.
Partendo da questi presupposti, si è tenuto un interessante convegno “L’Intelligenza Artificiale al Servizio della Viticoltura e dell’Enologia – Innovazioni, Opportunità e Sfide”, presso l’Ampelion di Alba (Cuneo), organizzato dal CREA, in collaborazione con l’Accademia Italiana della Vite e del Vino e il Consorzio CONViVi di UNITO, con il Patrocinio di importanti istituzioni del settore.
Una significativa occasione di confronto che ha riunito docenti universitari, esponenti di centri di ricerca, aziende e associazioni di categoria, per analizzare opportunità e sfide che l’AI procurerà nel settore enologico per affrontare il futuro con un approccio più efficiente, sostenibile e competitivo.
INTERVENTI (Sintesi)
Luciano Ortenzi – La Sapienza – “L’Intelligenza Artificiale: uno strumento semplicemente complesso”
“In un mondo sempre più interconnesso e ricco di informazioni, la capacità di raccogliere, integrare e analizzare grandi quantità di dati è fondamentale per comprendere fenomeni complessi e formulare previsioni attendibili. Questo approccio consente di individuare tendenze, riconoscere correlazioni e supportare decisioni informate in diversi ambiti, dalla ricerca scientifica alla gestione ambientale, fino alle applicazioni industriali. Strumento sempre più centrale in questo processo è l’utilizzo dell’AI. Illustrerò i principi base, descriverò le principali tecniche e metodologie, dai modelli di apprendimento automatico alle reti neurali profonde, mettendo in luce opportunità, in termini di innovazione e ottimizzazione dei processi, ma anche sfide che pongono”.

Sistemi per il monitoraggio nel vigneto. Credits Andrea Di Bella
Lorenzo Comba – DISAFA/CONVIVI: “Esplorazione delle tecnologie basate sull’AI per l’ottimizzazione della produzione agricola e vitivinicola”
“Sebbene le sviluppo tecnologico delle soluzioni AI-based sia tuttora in corso, alcune iniziano ad essere disponibili commercialmente ed utilizzate in alcuni contesti produttivi. Tra gli esempi più significativi troviamo i trattori autonomi e i robot da campo, che, grazie a sistemi di visione artificiale e algoritmi AI, riescono a distinguere tra colture e infestanti, eseguendo lavorazioni selettive e mirate. Altro esempio emblematico sono gli sprayers “intelligenti”, che attraverso sensori evoluti, sono in grado di analizzare lo stato vegetativo delle colture e regolare, di conseguenza, in modo automatico, i trattamenti fitosanitari. Su questo fronte, molto interessante è il riconoscimento delle patologie della vite. Da sottolineare le soluzioni AI integrate nei sistemi di supporto alle decisioni (DSS), che combinano dati meteo, immagini satellitari, rilievi di campo per fornire agli agricoltori indicazioni operative più precise e localizzate”.
Davide Slaghenaufi – UNIVR – “Intelligenza Artificiale al Servizio dell’Enologia – Innovazioni, Sfide e Opportunità”
“Generalmente in enologia vengono fatte delle misure o analisi specifiche al fine di controllare parametri chimico-fisici del vino: pH, acidità, anidride solforosa, temperatura, grado alcolico, etc.. Oggi, questo monitoraggio e i relativi aggiustamenti si basano molto sull’esperienza personale dell’enologo. Però, l’enorme quantità di dati disponibili non permette di predire correttamente la qualità del vino che verrà. L’AI è, invece, in grado di elaborare in brevissimo tempo una mole di dati complessi e variegati e di costruire modelli di supporto decisionale e/o operativo con l’obiettivo di aumentare l’efficienza delle operazioni enologiche, ottimizzando i costi”.

Sistemi per il monitoraggio nel vigneto. Credits Andrea Di Bella
Stefano Vergano – UGIVI – “Quadro normativo attuale sull’AI, rischi e opportunità legali”
“Le Istituzioni europee e i commentatori sono oggi impegnati a riflettere sul tema AI, che se da una parte porterà, e in parte già sta portando, grandi vantaggi in ogni contesto della società, dall’altra appare veicolo di nuovi problemi che gli studiosi sono chiamati a risolvere. La legge sull’AI, (Regolamento UE 2024/1689, che stabilisce norme armonizzate sull’intelligenza artificiale) è il primo quadro giuridico globale in assoluto a livello mondiale. L’obiettivo delle norme è promuovere un’AI affidabile in Europa. Un aspetto di grande interesse riguarda la tutela dei dati. Utilizzare uno strumento di AI può comportare il monitoraggio di dati interni di natura potenzialmente sensibile. È fondamentale evitare di rivelare segreti industriali. Un altro tema caldo sono le pratiche di AI Washing, pratiche di marketing e comunicazione ingannevoli messe in atto da aziende ed enti per farsi pubblicità e migliorare la loro immagine. Le aziende che attraverso affermazioni fuorvianti sull’uso dell’intelligenza artificiale nelle loro offerte sono sanzionabili a titolo di pubblicità ingannevole e pratiche commerciali scorrette. Un ulteriore elemento da tenere in considerazione è che la correttezza e l’affidabilità dei contenuti prodotti dall’AI derivano dai dati che la tecnologia ha a disposizione. La responsabilità per i prodotti in vendita e per la loro promozione resta sempre in capo agli imprenditori del settore vitivinicolo”.
I lavori si sono conclusi con un workshop pratico: una panoramica concreta sulle soluzioni digitali applicabili in vigneto e in cantina, presentata da alcune aziende del settore.
Si va verso un futuro in cui tradizione e innovazione si integrano, grappoli e robot si abbracciano: importante è che resti sempre e per sempre l’immancabile profumo del vino!.