di Leonardo Felician
Il centro di Bologna pullula di ristoranti, ma chi si prende la briga di spostarsi in macchina o in taxi a meno una di decina di minuti dal centro, in posizione tra l’altro dotata di ampie possibilità di parcheggio e comodissima per imboccare la tangenziale, trova un indirizzo ben noto ai gourmet bolognesi che vale la pena di conoscere e provare in occasione di un passaggio nel capoluogo emiliano.

Ristorante Al Cambio 1
Aperto i giorni tranne sabato a mezzogiorno e tutta la domenica, il Ristorante Al Cambio va prenotato, perché la sua settantina di coperti nell’ampia e silenziosa sala da pranzo sono spesso esauriti, anche per la vicinanza di istituzioni e aziende che lo frequentano volentieri portando i loro ospiti per fare bella figura.
Ristorante Al Cambio a Bologna
Come dice il nome stesso, la storia di questo esercizio parte da lontano: la località era una stazione di cambio di cavalli vicina alla città sulla strada che porta a nord verso Ferrara. In tempi più recenti fu a lungo bar e caffè, trasformato poi in maniera naturale in ristorante negli anni ’80.

Al cambio
Da 32 anni a questa parte l’attuale gestione lo ha trasformato in un tempio della cucina bolognese più tradizionale, dove una carta selezionata, con cinque proposte per ciascuna portata, né una più, né una meno, permettono di scoprire, o per chi è della zona riscoprire, i gusti di un tempo.
Dopo il saluto della cucina, la scelta degli antipasti propone uno sformatino di patate e mortadella con salsa al parmigiano, la panna cotta allo squaquerone e pere, una crostatina di cipolle caramellate su caldo-freddo di parmigiano reggiano, la battuta di fassona piemontese su insalatina, scaglie di parmigiano e riduzione al balsamico e infine un grande piatto di salumi dei migliori fornitori contadini accompagnato con giardiniera fatta in casa e squaquerone, il classico formaggio romagnolo.

Al cambio
I primi piatti sono un trionfo della pasta con le tagliatelle alla bolognese classiche, i tagliolini in sfoglia verde con friggione e parmigiano reggiano, la lasagna tradizionale in foglia verde al ragù e i passatelli asciutti con ragù bianco di cortile, pinoli e uvetta su crema di parmigiano reggiano. In tutte le stagioni poi non possono mancare i tortelli che a Bologna sono rigorosamente in brodo, anzi in doppio brodo di carne fatti come una volta.
I secondi piatti sono solo di carne, anche qui senza concessioni alle mode ma con la certezza di assaggiare preparazioni inappuntabili: trippa in umido, guancia di manzo brasata al vino sangiovese su purè di patate, petto di faraona ripieno di patate e tartufo, costine di maiale arrosto accompagnate da bietole e patate, e il piatto firma non del ristorante, ma della città intera, che manda in visibilio anche i bambini, la classica cotoletta di vitello alla bolognese, con prosciutto e formaggio.

Al cambio
Ottima scelta di dolci, anch’essi della tradizione locale e una carta completa di vini in cui domina il sangiovese permettono di fare un’esperienza che i tre soci Armando Martini, Massimiliano Poggi e Piero Pompili mantengono orgogliosamente da anni ad un alto livello di qualità e riconoscibilità, con una perfetta organizzazione di squadra, tra l’altro, in grado di garantire un servizio di alto livello, attento e veloce.
Ristorante Al Cambio – Tel. 051 328118 – info@ristorantealcambio.it