Il Buccellato è la ciambella dolce tipica di Lucca, il cui nome deriva da Buccella, che significa “boccone”; in città e nei dintorni lo si trova tutto l’anno, ma in special modo durante le manifestazioni settembrine del Palio della Balestra e dell’Esaltazione della Santa Croce.
Una ciambella domenicale
Conosciuto fin dall’antica dominazione romana, questo pane aveva un tempo una forma a ciambella e veniva portato a casa dai lucchesi infilato nel braccio dopo la messa domenicale; oggi lo si trova anche in forma di sfilatino.
Il Buccellato di Lucca è un dolce semplice, che esternamente ha un colore marrone scuro e lucido, derivante dalla spennellatura di uno strato di zucchero e uovo.
Nonostante diversi panificatori e pasticceri si sforzino di sperimentare varianti non troppo fedeli all’originale, il vero buccellato lucchese è semplice, fatto con farina, zucchero, anice e uva passa.
Nella parte superiore gli viene fatto un taglio che ne facilita la lievitatura; la pasta interna è dolce e morbida.
Ottimo da inzuppare
In molti locali viene servito anche da inzuppare nel cappuccino o anche nel vino per un gustoso dopo pasto; talvolta lo si taglia a fette di un paio di centimetri e lo si cosparge di panna fresca e fragole, oppure di panna e caffè, o ancora di ricotta e rum.
Quando diventa secco ed asciutto, il Buccellato non viene gettato, ma viene utilizzato comunque per la preparazione della classica zuppa lucchese.
Un vecchio proverbio lucchese recita: “Chi viene a Lucca e non mangia il buccellato è come non ci fosse mai stato“, sottolineando il legame storico di questo dolce con le tradizioni locali.