Il 19 marzo di trent’anni fa a Modena, in via Stella 22, apriva i battenti l’Osteria Francescana, un piccolo ristorante con grandi sogni. Al timone già allora Massimo Bottura, classe ‘62, modenese doc, che negli anni oltre ad essere diventato uno chef pluristellato è anche un simbolo indiscusso della cucina italiana nel mondo. Il bilancio di questi sei lustri è straordinario.
«Sono cresciuto sotto il tavolo della cucina – ricorda con soddisfazione Massimo Bottura – Mentre mia nonna Ancella stendeva la pasta, mi nascondevo dai miei fratelli maggiori e la farina mi cadeva sui piedi. L’Osteria Francescana non è solo un luogo, ma è l’idea di una cucina che guarda al futuro senza dimenticare il passato, dove le persone sono al centro di tutto. Poi continuiamo a guardare il mondo con gli occhi di un bambino, da sotto il tavolo e a testa in giù. Tutto ciò che vediamo, pensiamo e sentiamo è concentrato nella nostra cucina. Inoltre – prosegue Bottura – siamo riusciti a dimostrare che la tradizione può essere innovata senza essere tradita, trasformando piatti iconici in esperienze contemporanee».
La cucina della “Francescana” promuove etica e consapevolezza
Si sono abbracciati processi creativi propri dell’arte contemporanea, e il futuro potrebbe riservare una cucina ancora più concettuale e sperimentale, ma i valori rimarranno gli stessi che hanno accompagnato la vita e l’attività dello chef Bottura e della sua Osteria Francescana in questi 30 anni: il cibo come memoria e innovazione, le brigate come famiglia, l’inclusione come responsabilità sociale, le donne come forza trainante del cambiamento, l’ospitalità come gesto d’amore.
Negli anni si è dimostrata una grande attenzione allo “spreco zero” e temi quali l’inclusione sociale e la sostenibilità sono diventati sempre più centrali.
«La nostra cucina – prosegue lo chef patron dell’Osteria Francescana – promuove etica e consapevolezza, portando la nostra filosofia oltre le mura dei ristoranti. Food for Soul combatte lo spreco alimentare e l’isolamento sociale attraverso la bellezza, sostenendo le comunità vulnerabili e ispirando le future generazioni di chef. Al Tortellante i giovani adulti con autismo imparano a lavorare a mano i tradizionali tortellini, sotto la guida delle rezdore modenesi».
Questi progetti aprono le porte dell’inaspettato, dimostrando che l’ospitalità può essere una forma d’arte e di cultura: la ricerca di nuove tecniche, nuovi linguaggi, nuove contaminazioni è costante.
E proprio come la nebbia che avvolge la pianura emiliana, la Francescana Family non è mai ferma: evolve, si trasforma, si dissolve e riappare, sempre con lo stesso cuore, sempre con la stessa anima.
Osteria Francescana: un manifesto culturale
Dopo trent’anni, l’Osteria Francescana è molto più di un ristorante. È un manifesto culturale. A Modena, Casa Maria Luigia e l’Acetaia, Al Gatto Verde, Franceschetta58, il Cavallino, ciascuno con la propria identità e carattere, ma ognuno legato agli altri dai valori comuni della Francescana Family. Quindi oggi l’Osteria Francescana è molto di più di un ristorante, seppur importantissimo con “Tre stelle Michelin” ed una “Stella Verde” per la sostenibilità, è una grande famiglia.
Bottura a Vinitaly con il ristorante “….al Massimo”
Ed adesso il grande chef modenese sarà protagonista anche a Vinitaly nel Padiglione dell’Emilia Romagna con il suo ristorante “…al Massimo”, il nome è stato coniato appositamente per la kermesse veronese, per fare vivere al pubblico di Vinitaly un’esperienza senza precedenti. Infatti nei quattro giorni saranno serviti piatti iconici, ogni giorno diversi, pensati dalla Francescana Family e proposti in abbinamento ai vini della regione, scelti per esaltare la biodiversità e l’identità di ogni prodotto.

Il Padiglione 1 di Vinitaly – storica casa dei vini emiliano-romagnoli – nella rinnovata veste grafica 2025 ospita anche il ristorante “…al Massimo” di Bottura
Tra le proposte il “Cacio e Pere” e “Beautiful, psychedelic, spinpainted cotechino, charcoal grilled with glorious colors as a painting” di Osteria Francescana, la “Rosetta della Domenica” del ristorante Cavallino, lo “Short ribs forever” del ristorante Al Gatto Verde, il “Tortellino del Tortellante” e la “Zuppa Inglese” di Franceschetta58.
«Da sempre, abbiamo lavorato a stretto contatto con i produttori di vino, creando abbinamenti capaci di esaltare le nostre creazioni gastronomiche – conclude Bottura – Le carte dei vini dei nostri ristoranti sono il frutto di una ricerca attenta, con una selezione che spazia dalle etichette iconiche a quelle di piccoli vignaioli indipendenti, sempre con l’idea di valorizzare la biodiversità e l’identità del vino italiano. Partecipare al Vinitaly, quindi, non è solo un omaggio al vino, ma un modo per rafforzare questo dialogo tra cucina e viticoltura, tra chef e produttori, con l’obiettivo comune di raccontare l’eccellenza italiana e il suo legame profondo con il territorio. E poi, chissà, il nuovo ristorante “al Massimo” che funzionerà per i quattro giorni di Vinitaly potrebbe diventare un nuovo brand, un altro tassello della nostra famiglia, Francescana Family».