In occasione di “Fiera in Campo”, la più importante rassegna europea dedicata al riso, i Giovani di Confagricoltura–Anga chiedono un progetto per il futuro dell’agricoltura. Al centro del dibattito la scarsità delle risorse idriche e le importazioni.
“Dopo questi tre anni in cui la fiera dei nostri giovani si è stoppata a causa della pandemia, ci troviamo di fronte uno scenario radicalmente mutato. Noi imprenditori, però, pur tra innegabili difficoltà, non possiamo rimanere immobili aspettando il corso degli eventi”.

Risaie e Cascine. Photo Credits Andrea Di Bella
Così, Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, alla Tavola Rotonda “Il riso italiano tra siccità e importazioni”, in occasione della 44esima edizione della Fiera in Campo, la più importante rassegna europea dedicata al riso, organizzata dai giovani imprenditori di Anga Vercelli – Biella, coordinati dal presidente Giacomo Mezza. a Caresanablot (Vercelli).
Presenti il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, il vicepresidente del Senato Gianmarco Centinaio, l’assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte, Marco Protopapa, l’onorevole Fabrizio Comba e il presidente dell’Ente Risi, Paolo Carrà.
“L’Italia è il primo Paese europeo per superfici coltivate e produzione di riso. Siamo gli unici produttori mondiali di Vialone Nano, Arborio e Carnaroli, pur coltivando diverse varietà. La siccità ha però colpito duramente il comparto: lo scorso anno 26 mila ettari sono andati persi di cui 3 mila nel Novarese” – dichiara Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte intervenuto alla Tavola Rotonda.
Al centro del dibattito il tema della scarsità di risorse idriche, le conseguenze sull’annata risicola passata e su quella che verrà.
A proposito, Massimiliano Giansanti sottolinea che “La nuova stagione si presenta ancora più ardua. Confagricoltura porterà la questione sul tavolo del Consiglio e della Commissione Ue, perché la carenza idrica sta colpendo altri Stati membri”.
“Occorre impegnarsi per restituire alla nostra risicoltura l’attenzione che merita – afferma Lella Bassignana, direttore di Confagricoltura Piemonte –, difendendo la terra in cui è nata e vive tutt’ora. Penso ad un piano d’azione su più fronti per far contrastare le emergenze, qualsiasi esse saranno, in modo da garantire futuro e lavoro ai giovani e alle prossime generazioni, continuando a preservare un territorio eccezionale per le sue caratteristiche uniche”.

Panissa, piatto tipico piemontese a base di riso. Photo Credits Andrea Di Bella
Luigi Saviolo, vicepresidente nazionale di Anga e consigliere della sezione provinciale, tocca due aspetti fondamentali: “Le problematiche principali riguardano la siccità e le importazioni – dichiara -. Il problema legato alla siccità è sotto gli occhi di tutti, una piaga che riguarda tutta l’Italia e non solo, che da noi, in Piemonte, e in Valle d’Aosta sta toccando livelli davvero preoccupanti con prospettive davvero poco incoraggianti.
Per quanto concerne le importazioni, per ciò che riguarda il mondo risicolo, chiediamo che il riso importato soprattutto dal Sud Est asiatico rispetti l’elevato livello di qualità e di sicurezza della produzione nazionale e le stesse caratteristiche, specie gli stessi residui chimici ammessi dalla nostra legislazione”.