Anche i Colli di Bologna avranno una propria Igp riguardante l’olio EVO. E il punto di partenza è San Lazzaro di Savena, che al termine di un lungo e proficuo percorso è entrata a fare parte della rete nazionale delle Città dell’Olio, l’associazione che promuove la cultura dell’olio EVO di qualità.
San Lazzaro di Savena diventa Città dell’Olio
L’operazione prende le mosse dalla Rete di Imprese Olio Extra Vergine di Oliva Colli di Bologna, cui è già stata riconosciuta la De.Co d’origine: cinque delle dieci aziende produttrici che aderiscono alla Rete, infatti, hanno sede proprio nel territorio comunale di San Lazzaro che si qualifica quindi come ideale città dell’olio dell’area metropolitana bolognese.
I cinque produttori sanlazzaresi di olio EVO
Nello specifico le realtà sanlazzaresi impegnate nel campo dell’olio EVO sono l’Azienda Agricola Bonazza, situata in località Croara dove sono in produzione 3200 piante, con una coltivazione prevalente di Nostrana di Brisighella e Correggiolo, l’azienda Corte dell’Abbadessa, le cui 500 piante di ulivo sono per un 60% Nostrana di Brisighella, 20% Leccino e 20% Pendolino, Fattoria Belvedere, alle porte del Parco dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell’Abbadessa e forte di 400 piante, Tenuta Santa Cecilia alla Croara, che produce da olive di varietà Nostrana, Ghiacciola e altre varietà antiche coltivate a 150 metri di altitudine, e 1997 Società Agricola, che oggi conta circa 5200 piante.
Le parole del presidente Sonnessa
“Entrare a far parte dell’Associazione nazionale Città dell’Olio – ha sottolineato il presidente Michele Sonnessa – vuol dire condividere i valori legati alla civiltà olivicola: identità, cultura e territorio, tenere a cuore il futuro dell’olivicoltura, credere nel progetto della creazione di vere e proprie Comunità dell’Olio, dare supporto a produttori locali, ristoratori, operatori turistici. Ma significa anche impegnarsi nel combattere l’abbandono olivicolo, incentivare l’agricoltura sociale, investire sull’oleoturismo e sulla formazione. Insieme possiamo molto e molto bene, dobbiamo crederci e costruire reti sempre più grandi. Oggi l’olio EVO è al centro del palcoscenico enogastronomico: nell’ambito del turismo enogastronomico il 64% degli utenti dichiara di voler vivere un’esperienza legata all’olio EVO, ma solo l’8% ci riesce veramente. E’ un gap che va colmato”.
Valorizzare la cultura olivicola e il territorio
Da ora quindi San Lazzaro di Savena contribuirà all’azione di valorizzazione dell’olio EVO italiano di qualità, del territorio e delle sue bellezze attraverso la partecipazione alle tante iniziative dell’associazione come la Camminata tra gli Olivi, la Merenda nell’Oliveta e la Carta degli Oli promossa presso i ristoratori. Parlare di olio EVO di qualità infatti significa parlare di un alimento nutraceutico, fondamentale per la prevenzione di diverse malattie, di biodiversità grazie alle oltre 600 cultivar presenti in Italia, di rispetto dell’ambiente e di tutela del paesaggio.
Le caratteristiche della futura Igp
Nello specifico l’area che riguarda la De.Co e che dovrebbe interessare la nuova Igp, la cui approvazione è attesa per la seconda metà del 2025, dovrebbe includere le colline poste a Sud della via Emilia nel territorio della Città Metropolitana di Bologna, una zona il cui elemento morfologico caratterizzante è la roccia di gesso che conferisce alle olive e all’olio che se ne ricava una particolare mineralità.
Le varietà ammesse, tutte legate al territorio, sono la Nostrana di Brisighella, la Correggiolo, la Frantoio e la Ghiacciola, più cinque antiche varietà autoctone bolognesi selezionate e certificate dall’IBE-CNR e dall’Istituto Fitosanitario della Regione Emilia-Romagna, ossia la Farneto, la Oliveto, la Monte Capra, la Monte Calvo e la Montebudello. In totale le aziende che oggi fanno parte della De.Co possono contare su circa 300 ettari coltivati a olivo, ma se si prende in considerazione l’intero areale bolognese che dovrebbe venire interessato dall’Igp questa superficie dovrebbe superare i 430 ettari.
Dalla De.Co all’Igp: il cammino dell’olio EVO bolognese
Scegliere prodotti a filiera corta diventerà quindi sempre più fondamentale sia per la salute che per la buona alimentazione e la cucina di alto profilo. Per questo motivo e a suggello dell’adesione di San Lazzaro alle Città dell’Olio è stata scoperta all’ingresso del Parco 2 Agosto un’apposita targa, cerimonia cui ha preso parte anche il campione di sci Alberto Tomba. Che guarda caso, nella natia Castel dei Britti, produce olio extravergine d’oliva.