Che i prodotti agroalimentari e il cibo italiano sia il più conosciuto ed il più richiesto nel mondo è cosa nota, tanto che il 2018 anno internazionale del cibo italiano nel mondo parte con il vento in poppa, come dimostrano anche i dati Istat relativi al commercio con l’estero dei primi undici mesi dello scorso anno.
Dati che affermano inequivocabilmente come l’agroalimentare abbia toccato i 41 miliardi di euro, un record, superando del 7% il limite del 2016.
L’agroalimentare italiano si conferma così il volano della ripresa economica del Belpaese, con potenzialità anche maggiori, con un’incidenza notevole pure sul piano occupazionale.
Se gli Stati Uniti sono di gran lunga il principale mercato dell’italian food fuori dall’Europa, quasi i due terzi delle nostre esportazioni agroalimentare sono dirette verso i Paesi dell’Unione Europea, dove il cibo italiano ha avuto una crescita del 5%, in particolare Germania, Francia e Gran Bretagna.
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rodotti agroalimentari; made in Italy in crescita in estremo oriente
I dati Istat confermano inoltre un poderoso balzo in avanti delle esportazioni dell’agroalimentare italiano verso la Cina, che ha avuto un incremento del 17% e del mercato giapponese, con un + 39%, entrambi con ancora ampi margini di crescita perché in questi paesi il Made in Italy agroalimentare è particolarmente apprezzato.
Discorso particolarmente interessante anche per il mercato russo, che pur avendo riscontrato una crescita del 31%, sconta il fatto di essere sottoposto di una lista di prodotti come frutta e verdura, formaggi, carne e salumi, pesce e altri ancora provenienti da tutta l’Unione Europea.
Prodotti agroalimentari, il vino trascina l’export
Tra i nostri prodotti più conosciuti è il vino a dominare la lista delle esportazioni, cresciute nel 2017 del 7%, seguito dall’ortofrutta con un incremento del 2%, i salumi che hanno fatto registrare un +8% ed i formaggi con un +9%, grazie anche all’entrata in vigore per i prodotti caseari dell’obbligo dell’etichettatura d’origine.
Performance negativa invece per la nostra pasta, elemento base della Dieta Mediterranea, che ha avuto un arretramento del 3%; i produttori sono comunque convinti che presto, con la ventilata entrata in vigore dell’obbligo di indicazione dell’origine del grano, potranno rimontare le posizioni perse.
Che la strada intrapresa dai produttori del Made in Italy agroalimentare sia quella giusta lo dicono i dati stessi dell’Istat; infatti, analizzando le performance dei prodotti nei singoli Stati si scoprono aspetti sorprendenti, a partire del successo del vino italiano in casa degli altri principali produttori; in Francia le vendite sono cresciute dell’11%, negli USA del 5%, in Australia del 12%.
Il dato francese è ancor più sorprendente se si considera che nella patria dello Champagne, lo spumante italiano fa addirittura segnare un incremento del 18%.
Prodotti agroalimentari, un successo da incrementare
Se il vino fa da traino, non sono da meno i formaggi; la Francia ne ha importati il 14% in più e la Cina addirittura il 38% in più; qui anche la pasta ha registrato un’ottima performance, con un aumento delle importazioni del 14%.
Ottimi risultati anche dalla birra che conferma la crescita nei pub inglesi del 3% e dai salumi che continuano a piacere moltissimo ai tedeschi, che hanno incrementato del 10% gli arrivi di questi prodotti dall’Italia.