Nell’entroterra genovese c’è un piccolo comune che fa parte del gruppetto di cinque sparsi per la penisola con il nome più corto; è Ne in Val Graveglia, non distante dalla costa ligure.
Ne è un cosidetto “comune sparso”, di circa 2500 abitanti formato da diversi borghi, frazioni ben distinte sul territorio, ognuno dei quali ha una sua storia e sue proprie peculiarità.
Il territorio della Val Graveglia, piena di castagneti, pascoli, oliveti e vigneti, suscita interesse anche per la sua conformazione geologica; in passato in uno dei suoi borghi, Gambatesa, era attiva anche una delle miniere di manganese più grandi d’Europa visitabile con il supporto di un trenino formato dai vagoncini usati un tempo dai minatori per trasportare il materiale.
La zona conserva diversi richiami turistici di epoca medioevale, tra cui alcuni dei castelli edificati per difendere il territorio dalle incursioni saracene; dal 1200 circa la vallata, con i suoi castelli, finì nell’orbita della Repubblica di Genova seguendone le sorti fin quanto non subentrò il Regno di Sardegna e successivamente quello d’Italia.
Nel secondo dopoguerra l’intero territorio fu soggetto ad un importante esodo migratorio verso la costa e le città del nord che offrivano migliori condizioni di vita e possibilità di lavoro, lasciando alcuni dei piccoli borghi completamente abbandonati.
Diversi gli edifici religiosi presenti nel territorio comunale, sparsi tra i vari paesini della vallata; tra questi la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta a Campo di Ne, dell’XI secolo; la seicentesca parrocchiale di San Biagio a Garibaldo e l’antica chiesa dei santi Maria e Michele, a metà strada tra i borghi di Statale e Nascio.
Notevoli anche la chiesa di Sant’Apollinare di Reppia, edificata a cavallo del millennio e la parrocchia dei santi Cipriano e Giustina a Sambuceto, voluta dai monaci benedettini dopo la pestilenza del 1600.
Diverse le manifestazioni organizzate nei vari borghi di Ne per richiamare turisti dalla costa e promuovere i suoi prodotti enogastronomici, la maggior parte delle quali dedicate alle ricorrenze religiose ed alle feste patronali.
L’economia di Ne è basata principalmente sull’agricoltura, tra cui spicca la coltivazione dell’ulivo e la produzione di un olio extravergine di elevatissima qualità.
Il turismo rappresenta una voce secondaria in fase di incremento verso i boschi della vallata e le località che presentano fenomeni geologici di particolare interesse scientifico e naturalistico.