Sarà l’Emilia-Romagna la regione protagonista della 57esima edizione del Vinitaly, l’evento fieristico di riferimento per il mondo dell’enologia italiana e non solo, che si svolgerà come sempre a Veronafiere dal 6 al 9 aprile in quella che sarà una vera e propria vetrina internazionale di primaria importanza per la regione.
L’Emilia-Romagna regione stellata al Vinitaly 2025
Una grande opportunità, in occasione della quale la delegazione emiliano-romagnola alla kermesse, sotto la guida dell’Enoteca Regionale di Dozza, si presenterà col suo vestito migliore, quello forte non solo dei vini del territorio ma anche di tutte le eccellenze agroalimentari ma soprattutto del proprio ristoratore di punta, Massimo Bottura, tre stelle Michelin, più volte votato come migliore chef del mondo, il quale curerà la carta di “…al Massimo”, lo spazio di ristorazione del Padiglione 1, storica casa dell’Emilia-Romagna durante l’evento fieristico.
Massimo Bottura esalterà i sapori dell’Emilia-Romagna
In coincidenza con il compimento dei primi 30 anni di attività a Modena della sua Osteria Francescana, il ristorante con la coda di prenotazioni più lunga del pianeta e dove hanno pasteggiato capi di stato, divi del cinema e guru dell’hi-tech, Massimo Bottura proporrà all’interno dello stand dell’Emilia-Romagna un menu ispirato fortemente ai prodotti tipici del territorio composto, a rotazione, dai piatti più rappresentativi dei vari locali componenti il micro-universo che ruota attorno a lui: a seconda delle giornate si potranno gustare il “Cacio e pere” e il “Beautiful, psychedelic, spinpainted cotechino, charcoal grilled with glorious colors as a painting” dell’Osteria Francescana, la “Rosetta della Domenica” del Ristorante Cavallino di Maranello, le “Short ribs forever” del Ristorante Al Gatto Verde, recente stella ecologica, o la zuppa inglese della Franceschetta 58. Unico elemento costante sarà il tortellino del Tortellante, l’associazione fondata da Bottura e dalla moglie Lara per supportare i ragazzi autistici insegnando loro a realizzare la pasta fresca (per prenotazioni https://www.covermanager.com/reservation/module_restaurant/ristorante-vinitaly/italian).
Stella chiama stella: arrivano i vini di Cracco e consorte
Ma non sarà l’unica presenza stellata all’interno della rappresentanza emiliano-romagnola all’interno del Vinitaly: tra gli 80 espositori provenienti da tutte le province della regione, infatti, c’è anche Vistamare, azienda agricola e vinicola di Santarcangelo di Romagna i cui titolari sono nientemeno che Carlo Cracco, il celeberrimo chef stellato di Milano, e la moglie Rosa Fanti, e che nel corso della kermesse presenterà le sue due etichette enologiche, “Colle Giove”, un Rimini Rosso Doc su base Sangiovese, e “La Ciola”, un Rubicone Bianco Igt sapiente uvaggio di quattro varietà autoctone.
Una regione in primo piano
Ma sarà tutta la regione a calcare il proscenio con le sue migliori aziende vitivinicole, con le loro Docg, Doc e Igt, i produttori di eccellenza delle 44 tra Dop e Igp cui vanno ad aggiungersi i 20 Presidi Slow Food e le quasi 400 referenze iscritte tra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali, i dieci itinerari enogastronomici appositamente concepiti, i Consorzi di Tutela, i Musei del Gusto, le strade dei vini e dei sapori, le scuole alberghiere e le associazioni di sommelier, incaricate di proporre i giusti abbinamenti tra vino e cibo.

La nuova grafica del Padiglione 1, storica casa dell’Emilia-Romagna al Vinitaly
Parola d’ordine: “Vieni VIA con Me”
“Vieni VIA con Me” è il claim che accompagnerà i produttori regionali alla Fiera di Verona dal 6 al 9 aprile prossimi nel padiglione 1. La grafica che vestirà il padiglione 1 immergerà i visitatori in un giardino delle meraviglie, con il volo di una farfalla a suggerire di volare VIA (il richiamo alla VIA Emilia) e la traiettoria del suo librarsi a delineare la sagoma dell’Emilia-Romagna. È l’invito a intraprendere il viaggio alla scoperta delle eccellenze enologiche regionali, che inizia tra i filari delle colline piacentine e finisce tra quelli vista mare di Rimini. Le mille sfumature di colore dei nettari dell’Emilia-Romagna colmeranno altrettanti fiori-calici dalle forme diverse, leitmotiv delle pareti del padiglione regionale.
Ben diciassette masterclass in programma
Cuore di questa attività saranno le ben diciassette masterclass previste nel corso dei quattro giorni della manifestazione, occasioni di approfondimento e degustazione guidate da esperti del settore che illustreranno le caratteristiche distintive delle principali denominazioni regionali. Tra gli appuntamenti da non perdere la masterclass in programma lunedì 7 aprile alle 12.30 e dedicata alla versatilità dei vini emiliano-romagnoli: un viaggio enoico che sintetizzerà l’animo “pop-rock” dell’Emilia-Romagna da bere.
Dal Lambrusco alle Rocche di Romagna
Ma il palinsesto si animerà già da domenica 6 aprile, dapprima con “Lambrusco. Elogio della gioia e della versatilità” (ore 10.30), quindi con “Rocche di Romagna: il nuovo racconto del Romagna Sangiovese” (ore 12.30). I vini dei Colli Piacentini saranno invece al centro de “L’anima frizzante dei cocktail d’autore” (ore 14.30), mentre alle 16.30 la Sala Masterclass ospiterà l’appuntamento con “Malvamici: un legame d’eccellenza tra Malvasia di Candia Aromatica e la gastronomia parmense”.
L’appuntamento con Tramonto DiVino
Lunedì 7, ad aprire la giornata sarà invece “L’Emilia-Romagna: un viaggio dalla terra al calice, fino al digitale”, strategie per valorizzare i vini dell’Emilia-Romagna online e renderli attraenti per i nuovi consumatori del vino, mentre alle 14.30 sarà il turno di “Tramonto DiVino – Presentazione del calendario 2025”, un excursus sul roadshow enogastronomico dedicato ai vini ed ai prodotti certificati dell’Emilia-Romagna, giunto quest’anno alla 20esima edizione. Seguirà, alle 16.30, l’appuntamento con “L’Emilia dei 5 sensi. Viaggio lungo le Strade Vini e Sapori di Emilia”: un’esperienza lungo le Strade di Parma e Piacenza alla scoperta del territorio attraverso i 5 sensi: il sapore del cibo, il profumo del vino, il suono dei torrenti e delle stagioni, il lavoro con le mani, la meraviglia della natura e dell’arte.
I vini ambasciatori dell’Emilia-Romagna
Martedì 8 aprile, il programma inizierà con “I Vini Ambasciatori dell’Emilia-Romagna”, una masterclass riservata ai giudici internazionali del Concours Mondial de Bruxelles, dove verranno degustati in rassegna i dodici vini Ambasciatori dei territori enologici della regione individuati dalla guida AIS regionale “Emilia-Romagna da bere e da mangiare”. L’appuntamento sarà seguito, alle ore 13, da “Consorzio Emilia-Romagna: un mosaico di vini dalla pianura alla collina”, mentre alle 15 sarà la volta de “Gli Spagatori: una storia di integrazione”, documentario realizzato da Cantine 4 Valli, azienda vitivinicola piacentina, in collaborazione con la Cooperativa Sociale I Perinelli, che si occupa di favorire percorsi di cura e riabilitazione a persone con disagio psichico. Alle 17, l’incontro “Albana DOCG: un Viaggio tra Stili e Sfumature”, farà esplorare le diverse interpretazioni di questo vino unico, scoprendo come territorio e vinificazione ne esaltano le sfumature.
Il racconto di una regione attraverso i suoi vini
Ultima giornata mercoledì 9 aprile, con “Emilia-Romagna: il racconto di una terra attraverso i suoi vini” (ore 10.30), che esplorerà i vini più rappresentativi della regione, mettendo in luce il loro legame con il territorio e le nuove tendenze del mercato. A seguire (ore 12.30) “Dolce Emilia-Romagna”, un viaggio lungo la Via Emilia alla scoperta dei vini dolci e passiti, mentre alle 14,30 “Il digital wine marketing” metterà in luce il ruolo sempre più dominante del contesto digitale nella promozione e divulgazione della produzione enologica regionale.

L’eccellenza agroalimentare in mostra: immancabile il Parmigiano-Reggiano
L’Emilia-Romagna regina del turismo enogastronomico
E l’Emilia-Romagna conferma così la propria dimensione di Food Valley italiana, un grande distretto del cibo capace di catalizzare in un unico territorio eccellenze agroalimentari e savoir-faire enogastronomico, non ultimi ben 24 ristoranti stellati Michelin, un attrattore turistico che ha un impatto economico complessivo di 90,2 milioni di euro e genera oltre mezzo milione di presenze turistiche all’anno, di cui il 35% stranieri. Proprio l’enogastronomia, infatti, nel 2024 ha orientato il 70% delle scelte di viaggio con una crescita del +12% rispetto all’anno precedente e del +49% sul 2016, e il turismo enogastronomico sembra non aver risentito della difficile situazione geopolitica attuale, mostrando un’evoluzione costante nel tempo e un parterre di turisti in continua crescita che punta a raggiungere un potenziale bacino di 14,5 milioni di italiani.
Il ruolo imprescindibile del vino
Senza ovviamente prescindere dal vino, i cui numeri parlano chiaro: 30 vini Dop, di cui 19 Doc e 2 Docg, 9 Igp, circa 6,65 milioni di ettolitri prodotti nell’ultimo anno (dopo il Veneto, la maggiore produzione di vino in Italia) e sei principali aree produttive. Il patrimonio enologico emiliano-romagnolo ha saputo adattarsi anche alla fase di trasformazione in atto nel settore del turismo enogastronomico. A fronte di una perdita di appeal tra i più giovani, il comparto ha mantenuto comunque alto il livello di interesse nei turisti italiani, che nel 64,5% dei casi hanno partecipato ad almeno un’esperienza a sfondo enoico nel corso dei viaggi più recenti.
Un nuovo modo di intendere il turismo del gusto
Un dato che si incrocia con un nuovo modo di fare turismo enogastronomico: nel 2024, degustazioni e visite sono rimaste le proposte più popolari, con il 48,8% ed il 32% degli italiani che vi hanno preso parte nel corso dei viaggi svolti negli ultimi tre anni. Tra i trend che oggi guidano l’evoluzione del turismo enogastronomico, ad emergere in maniera sensibile sono anche gli eventi, che sempre più spesso si impongono come motivazione di viaggio. I turisti moderni non si accontentano più di degustare sapori, ma vogliono viverli, partecipando attivamente a momenti di incontro e socialità che celebrano il legame tra cibo, natura e cultura. Da gennaio a dicembre, l’Emilia-Romagna offre un ricco calendario di sagre, mostre mercato, aperture di caseifici, frantoi, acetaie e cantine vinicole, appuntamenti di wine tasting e tanto altro.
L’Emilia-Romagna e le sue formule vincenti
Rispetto al fascino esercitato sui turisti dalle manifestazioni, un esempio di successo arriva da Tramonto DiVino, kermesse che da 19 anni promuovere la cultura del vino e del cibo dell’Emilia-Romagna trasformando le piazze delle più belle località della Riviera e delle città d’arte in arene del gusto, con quasi mille etichette regionali di vini a denominazione fra Doc, Docg e Igt proposte in abbinamento ai prodotti Dop e Igp regionali, curati dalle scuole alberghiere del vari territori e interpretati dagli chef partner dell’Associazione Chef to Chef Emilia Romagna Cuochi. L’iniziativa, nata da una partnership fra Assessorato all’Agricoltura dell’Emilia-Romagna, Enoteca Regionale, Unioncamere Regionale, e organizzato da Agenzia PrimaPagina di Cesena insieme alle Ais territoriali di Emilia e Romagna, nell’edizione 2024 ha registrato un record di presenze, con oltre 3.500 visitatori tra winelover, gastronauti e addetti ai lavori che in hanno animato le sette tappe del tour estivo, quattro in Romagna e tre in Emilia, con una formula creativa che ha reso protagonisti i vini e i prodotti simbolo del territorio.