In Romagna c’è una storia che si tramanda di generazione in generazione da chissà quanti secoli; dice che un monaco, scendendo lungo la polverosa via Emilia da Milano per raggiungere il mare Adriatico dal quale poi partire per la Terra Santa, si fermasse ogni tanto a chiedere da bere nelle povere case dei contadini lungo la strada. Nessuno si tirava indietro davanti al sant’uomo, tutti gli offrivano una ciotola piena d’acqua per dissetarsi.
Fintanto che giunse ad un ruscello e, oltrepassatolo, si fermò nuovamente a chiedere ospitalità per la notte ed un po’ d’acqua da bere. Il contadino, anziché l’acqua, gli portò una tazza piena di vino rosso e divise il suo magro pasto con lui, al che il monaco se ne uscì con una frase: “Ho capito, disse, finché mi hanno dato acqua, ero in Emilia, adesso, che mi date del buon vino, sono finalmente giunto in Romagna”.
Romagna, il Sillaro è confine
Il monaco aveva oltrepassato il torrente Sillaro, che, proprio a Castel San Pietro Terme, in provincia di Bologna, divide il territorio regionale e “spacca” la provincia di Bologna in due parti: ad ovest quella emiliana, ad est, verso il mare, quella romagnola.
Questo lembo di terra bolognese che comprende anche Imola, fa parte della Romagna tanto quanto le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini e si caratterizza proprio per la gaia ospitalità della sua gente, per i suoi innumerevoli prodotti tipici, per il suo mare e le sue spiagge, ma anche per il suo verde Appennino e le sue colline dolci piene di vigneti, di peschi, di ciliegi, di ulivi.
Romagna: città d’arte e borghi incantati
Per non parlare delle sue bellezze artistiche, della quale Ravenna è l’emblema, con le sue chiese ed i suoi millenari mosaici; di Rimini, col suo mare ed il suo aeroporto, vero portone d’ingresso per i turisti dell’Est, di Forlì, che con i Musei San Domenico è diventata in pochi anni un importante punto di riferimento internazionale per mostre d’arte di altissimo livello, di Cesena, la cui antichissima Biblioteca Malatestiana è Patrimonio Unesco, di Faenza, conosciuta nel mondo per le sue ceramiche e maioliche.
Senza dimenticare gli altri capoluoghi ed i piccoli borghi alcuni dei quali insigniti della Bandiera Arancione del Touring Club come Longiano, dove la vita scorre serena ed armoniosa, tanto che non sono pochi gli artisti ed intellettuali che nel tempo vi hanno trovato casa.
E non si può tralasciare il grande polmone verde condiviso con la Toscana, il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, autentica miniera di biodiversità e fiore all’occhiello del turismo verde.
Una terra che ha dato i natali a tanti illustri personaggi in ogni ambito: uomini e donne d’armi, di politica, di studi, di religione, di sport, che hanno portato nel mondo la loro “romagnolità”, da Fellini a Pascoli, da Tonino Guerra a Marco Pantani, da Secondo Casadei a Laura Pausini solo per citarne alcuni.
Romagna, dove si mangia da Dio
E’ difficile dire quali siano le cose migliori della Romagna: ognuno di noi può avere un’idea diversa da un altro; la piadina, le pesche nettarine, il pesce azzurro, il sangiovese e l’albana, il liscio, le discoteche, il sole ed il mare, le pensioni della riviera, le sue stazioni termali, gli stabilimenti balneari e chi più ne ha più ne metta.
E’ vero, i tempi oggi sono cambiati, come le persone del resto, ma una cosa rimane immutata nello scorrere del tempo in Romagna: la voglia ed il piacere di fare le cose per bene, se possibile anche con gusto e divertimento, coinvolgendo anche gli altri. Qui, in effetti, sta la vera peculiarità del “romagnolo doc”.