Borgo Parrini, in provincia di Palermo, in Sicilia, è un piccolo borgo nel nostro paese che è così piccolo da avere il record assoluto: è il più piccolo e con ogni probabilità il più colorato d’Italia.
I colori degli intonaci sono così tanti, e così sgargianti, che il piccolo paesino è considerato una vera e propria opera d’arte.
Come se tutto il borgo, se fosse possibile, dovesse stare dentro a un museo, per essere ammirato in tutta la sua bellezza, con le sue casette colorate, murales, maioliche e frasi d’autore sui muri.
Il borgo è così piccolo che gli abitanti sono solamente 20 in tutto, eppure è molto vivo, chiacchierato, visitato e fotografato; un luogo affascinante e curatissimo: le fioriere, le scale dipinte perfettamente, addirittura le finestre i cui colori si abbinano a quelli di tetti e inferriate. Per non parlare poi dei cortili e dei balconi, che ricordano un’epoca passata.
Il piccolo paesino è tecnicamente una frazione di Partinico, nell’entroterra di Palermo; considerato da tutti un borgo a sé stante, la frazione è davvero un gioiello di bellezza architettonica, ma non solo: anche di storia.
Un po’ di storia
Borgo Parini ha una storia lunga molti secoli; fu fondato nel Cinquecento dai religiosi Gesuiti, da cui prende il nome; infatti in siciliano, parrini significa padri, sacerdoti, monaci.
Agli inizi del 1700, i Gesuiti costruirono torrette di avvistamento, magazzini, case e una piccola chiesa dedicata a Maria Santissima del Rosario, attorno alla quale si sviluppò il piccolo villaggio.
Con l’espulsione dei Gesuiti nel 1767 da parte dei Borboni, la proprietà passò al principe francese principe francese Henri d’Orleans, duca d’Aumale, che qui avviò la produzione del Moscatello dello Zucco.
Nel secondo dopoguerra la maggior parte della popolazione locale si trasferì nelle città, e di conseguenza il borgo rimase in parte abbandonato.
Il degrado perdurò fino alla fine degli anni Novanta, quando, per iniziativa dell’imprenditore locale Giuseppe Gaglio, ha lentamente preso il via un recupero “originale”, trasformando il piccolo borgo agricolo, in parte decadente, in un angolo con eccentriche abitazioni vagamente ispirate allo stile di Antoni Gaudí.
Nascono così casette coloratissime che ricordano il cielo, il sole, il mare e il bianco delle saline.
Da vedere
Tra le cose da ammirare a Borgo Parrini c’è la Parrocchia Maria SS.ma del Rosario, costituita da un’unica navata rettangolare coperta da tetto in legno con capriate e soprastante tetto a falde mentre l’interno è privo di decorazioni; fiore all’occhiello è un rarissimo dipinto a olio raffigurante la Madonna del ‘600. La facciata della chiesa è caratterizzata dalla presenza di un portale inquadrato da due colonne e sormontato da un timpano con sovrastante monofora. Affiancata a essa si trova la torre campanaria che presenta la finitura a intonaco color paglierino.
Passeggiando per i vicoli è possibile ammirate i murales ispirati a Frida Kahlo e leggere sui muri celebri frasi poetiche di pace e amore, che attingono da poeti, artisti e scrittori come Gandhi, Nelson Mandela, Frida Kahlo, Antoni Gaudí e Paulo Coelho.
Vi sono vari murales, vagamente ispirati ai lavori dell’artista spagnolo sulle pareti esterne dei caseggiati ristrutturati ed una piccola esposizione privata permanente sulla tecnica realizzativa dei dipinti del carretto siciliano ed una mostra dedicata ai Pupi siciliani del “Puparo” Vincenzo Garifo di Partinico; al Museo Onirico “Siculo Europeo”, dove sogno e immaginazione si mescolano, sono presenti opere, realizzate da Loris Panzavecchia e Maria Fratrusco in omaggio a Chagall e Monet.
Per una sosta relax si può andare da “U Vota e Sbota a Stidda”, un locale rustico e accogliente dove assaggiare piatti tipici locali e in particolare la “Vota e Sbota“, una vastedda cotta a legna e condita con diversi ingrediente a scelta, come pomodoro e cipolla.
Nella piazza principale trovate anche la Pizzeria La Borgatella o Nu Parrinaru con una grande terrazza dove mangiare pizze cotte nel forno a legna con prodotti tipici locali, oppure anche da “Za Santa”, un forno storico che custodisce i sapori della tradizione, come il pane Perrini.
A Borgo Parrini è d’obbligo una tappa al Caffè Letterario, un centro culturale, all’interno dell’ex convento dei Gesuiti, ristrutturato con lo stesso stile colorato che distingue il borgo e arricchito da murales e frammenti di maioliche, un vivace e attivo spazio culturale dove vengono organizzati eventi, incontri e convegni, grazie all’associazione “I campanili a Borgo Parrini”, che intende promuovere e valorizzare la cultura del luogo.