di Leonardo Felician
Cucina Ladina
Da molti anni l’Alta Badia è un richiamo per i buongustai.
E’ il risultato di un lungo percorso partito in tempi storici con la Chef’s Cup invernale e proseguito con la qualificazione di numerosi ristoranti e chef che hanno scalato la classifica delle stelle Michelin fino alle tre stelle di Norbert Niederkofler guadagnate al ristorante St. Hubertus di San Cassiano.

canederli
Nello stesso tempo è cresciuta anche l’offerta dei rifugi sparsi lungo le creste del famoso Skicarosello invernale, la zona sciistica che unisce San Cassiano a La Villa e a Corvara. Poi le esperienze gastronomiche si sono declinate nella stagione estiva e ora si propongono in autunno con due settimane all’insegna delle eccellenze culinarie locali, valorizzando i prodotti del territorio e i loro produttori.
Cucina Ladina nei rifugi
Questi saranno i protagonisti presso i rifugi Club Moritzino, I Tablá, Ütia de Bioch, e Lé, dove durante quattro giornate nelle due settimane di fine settembre, verranno presentati dei menù, creati appositamente per l’occasione. I produttori, presenti ai vari eventi, saranno a disposizione dei partecipanti, per illustrare le particolarità e le proprietà dei vari prodotti, acquistabili anche in loco. I rifugi sono raggiungibili comodamente con gli impianti di risalita, aperti fino a inizio ottobre.
Ma i piatti della tradizione ladina sono sempre protagonisti di pranzi e cene in tutte le località della valle, anche per spuntini veloci durante le passeggiate e le escursioni, e soprattutto sono alla portata di tutte le tasche.
Un buon esempio è il menù da 5 portate a 36 euro dell’Agriturismo Ciablun, in incantevole posizione sopra La Valle, La Val in ladino, l’ultimo dei paesi della Val Badia in direzione dell’imbocco della valle per chi proviene dalla Val Pusteria. Con cinque appartamenti e due stagioni, estiva e invernale, l’edificio risale addirittura a fine ‘400, ma è stato ristrutturato e ammodernato in più occasioni.
La famiglia ne è proprietaria ininterrottamente dal 1840, con un piccolo orto davanti e dietro la casa e allevamento di animali. Si mangia in una sala da pranzo rustica con muri in pietra, soffitto in legno e travi a vista. La cucina di Felix Da Poz è rigorosamente ladina con prodotti del maso, soprattutto basati sulla carne.
Il menù è in lingua ladina: si comincia con un assaggio di formaggi e salumi locali; poi la zuppa d’orzo oppure una crema di zucchine con un tutres con patate e ricotta, un bis di primi con gnocco al formaggio e tagliatelle al ragù di selvaggina, goulash di marzo Angus con canederlo e polenta, seguito da un dessert.
Tra le bevande, succhi fatti in casa, birra, radler, il popolare mix di birra e limonata apprezzato anche in Baviera. Tre i vini bianchi spiccano il pinot bianco, il sauvignon e il gewürztraminer; tra i rossi, la vernaccia, il pinot nero, il Lagrein anche riserva e il St. Magdalener, naturalmente tutte produzioni altoatesine.