Piccolissimo borgo a quasi 900 metri slm inserito all’interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, Montegallo, in provincia di Ascoli Piceno, appena seicento abitanti, è un tipico paesino di origine medioevale sorto attorno al suo castello circondato da mura difensive nel VII secolo.
Il sisma che ha pesantemente colpito il centro Italia due anni fa ha messo a nudo la fragilità di questi territori e anche Montegallo ha subito gravi danni e in tanti si sono dovuti arrangiare nelle casette prefabbricate, pur senza perdersi d’animo, ma rimboccandosi le maniche per ripartire e far rivivere il borgo.
Solo nel 1500, gli abitanti del castello decisero di spingersi un po’ più a valle e cominciarono a costruire un vero a proprio borgo, l’attuale frazione di Balzo, capoluogo comunale, utilizzando persino le pietre del castello.
Un po’ alla volta nei dintorni sorsero anche altri piccoli villaggi, 23 di essi tutt’ora presenti, caratterizzati dalla tipica architettura dell’epoca, con portali e finestre in pietra scolpita; una tipologia architettonica legata alla presenza del monaci benedettini, insediatisi nel territorio in precedenza.
Nella frazione di Uscerno, per esempio, vi sono bellissimi portali ed architravi ove sono scopite delle rose ed uno con un’iscrizione ascrivibile ai Templari.
Il sisma che ha pesantemente colpito il centro Italia due anni fa ha messo a nudo la fragilità di questi territori e anche Montegallo ha subito gravi danni e in tanti si sono dovuti arrangiare nelle casette prefabbricate, pur senza perdersi d’animo, ma rimboccandosi le maniche per ripartire e far rivivere il borgo.
Montegallo, luogo di culti ancestrali
Poco distante da Montegallo c’è la misteriosa “Grotta delle Sibille” antiche sacerdotesse che la leggenda racconta sapessero predire il futuro perchè intermediarie tra l’uomo e Dio e depositarie di molti segreti. Un luogo che, assieme ad altre grotte ed alla simbologia della rosa, fanno del territorio di Montegallo un “luogo sacro e di culti ancestrali ed antichi”.
Un altro elemento particolarmente interessante è la presenza di una chiesa molto particolare, Santa Maria in Pantano, dell’VIII secolo, che si trova laddove sorgeva il primo Montegallo, nei pressi del castello di Santa Maria, a 1200 metri.
La chiesa contiene affreschi che rappresentano episodi evangelici ma, accanto ai profeti, vi sono rappresentate anche le leggendarie Sibille: la Cumana, la Ellespontina, l’Aggrippina, la Frigia e la Delfica, come un simbolico incontro tra cultura pagana e cristiana.
Nello scorrere dei secoli, Montegallo ha attraversato la storia subendo gli avvenimenti che hanno caratterizzato questa parte del territorio, pur rimanendone abbastanza ai margini, non essendo in una posizione considerata “strategica” dai vari potentati che si sono succeduti.
Negli anni passati il paese ha raggiunto una popolazione che ha superato i 3.000 abitanti ma poi, da metà del secolo scorso, è iniziato un periodo di esodo ed emigrazione verso le città ed anche verso paesi esteri in cerca di lavoro, causandone il progressivo spopolamento.
Montegallo, agricoltura, pastorizia, allevamento e turismo
L’economia di questo piccolo comune è sempre stata basata sulle attività agricole, pastorali e sull’allevamento; il territorio era caratterizzato dalla transumanza delle mandrie e delle greggi, il cui ricordo viene celebrato ancora oggi con una grande e festosa manifestazione che richiama in paese una moltitudine di persone.
Oggi la sua economia si basa prevalentemente sul turismo del Parco dei Monti Sibillini e su alcune attività agricole come la silvicoltura, la produzione del tartufo, delle castagne e di altre varietà di prodotti dei boschi circostanti.
Lo sviluppo del turismo e della promozione del territorio del Parco, soprattutto, con i suoi percorsi escursionistici e naturalistici, il trekking, le gite a cavallo o in mountain bike, visite ai siti di interesse storico-culturale come ad esempio la chiesa di Santa Maria in Lapide, hanno portato nuova linfa alla sua economia.